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Buscofen 200 mg compresse molli - Farmacia Aliberti

Buscofen 200 mg compresse molli

Boehringer Ingelheim

  • €580
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DETTAGLI PRODOTTO:


BUSCOFEN 200 mg capsule molli è un antinfiammatorio a base di Ibuprofene.

CHE COSA È

Buscofen è un analgesico, antinfiammatorio, antireumatico non steroideo. Serve a ridurre il dolore.

PERCHÉ SI USA

Buscofen si usa per dolori di varia origine e natura:

dolori mestruali, mal di testa, mal di denti, nevralgie, dolori osteoarticolari e muscolari).

QUANDO NON DEVE ESSERE USATO

  • Ipersensibilità al principio attivo (ibuprofene) o altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico, in particolare ai salicilati o altri antinfiammatori o antireumatici.
  • Storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti attivi.
  • Storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o più episodi distinti di dimostrata ulcerazione o sanguinamento).
  • Grave insufficienza cardiaca.
  • L'ibuprofene non va impiegato nei pazienti affetti da discrasie ematiche di origine sconosciuta, da porfiria, da ipertensione, da grave insufficienza coronarica incontrollata, con gravi alterazioni della funzionalità epatica o renale ed in concomitanza di interventi chirurgici (comprese le operazioni dentistiche), nei pazienti che abbiano subito significative perdite di liquidi (ad esempio a causa di vomito, diarrea o scarsa ingestione di liquidi), pazienti che abbiano avuto sintomi di asma, polipi nasali, angioedema, orticaria a seguito dell’assunzione di salicilati o altri FANS.
  • È controindicato nei bambini di età inferiore ai 12 anni, in gravidanza e allattamento (vedi sezione “Cosa fare durante la gravidanza e l’allattamento”).

COSA FARE DURANTE LA GRAVIDANZA E L'ALLATTAMENTO:

Gravidanza:

L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio-fetale.
Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell’1%, fino a circa l’1,5%. È stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi delle prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post- impianto e di mortalità embrio-fetale.

Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a:
- tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
- disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios;

la madre e il neonato, alla fine della gravidanza a:

  • -possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrere anche

    a dosi molto basse;

  • inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio.
Allattamento:
Buscofen non deve essere usato durante l’allattamento.

Leggi attentamente il foglio illustrativo (clicca qui)


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